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mercoledì 26 gennaio 2011

Nuclear Science Week


Sul blog Nuclear Fissionary, leggo aggiornamenti dalla settimana americana dedicata al nucleare, ovvero la nuclear science week. Un'iniziativa molto interessante, organizzata per valorizzare, approfondire e insegnare agli studenti il contributo che l'industria nucleare fornisce ogni giorno alla società americana. Inaugurata il 24 gennaio, con un incontro dal tema “Get to Know Nuclear", l'iniziativa prosegue fino al 28 gennaio con l'obiettivo di promuovere l'educazione scolastica in questa materia, favorire la partecipazione e la comunicazione su un tema tanto importante, delicato e indispensabile.

Sul sito ufficiale, riassunti in cinque punti i motivi che stanno alla base di inizative di questo tipo. Innanzitutto perchè la "Nuclear science" gioca un ruolo fondamentale nella vita degli americani e nel mondo. E poi perchè ...

18 milioni di procedure di medicina nucleare vengono eseguite ogni anno su 305 milioni di persone; (http://www.world-nuclear.org )

104 reattori nucleari negli USA impiegano 700 persone che lavorano in 31 stati che hanno le centrali nucleari; (http://www.nei.org )

20% dell'elettricità nazionale americana è generata da nucleare; (http://www.nei.org)

436 centrali nucleari sono funzionanti in 30 Paesi, fornendo il 14% dell'elettricità mondiale.

53 nuove centrali nucleari sono in costruzioni in 14 Paesi; (http://www.nei.org)

giovedì 13 gennaio 2011

Un premio alla centrale nucleare!


Può sembrare strano, ma una centrale nucleare può essere un modello di ecologismo: non solo non immette sostanze pericolose nell'ambiente, ma in alcuni casi applica programmi per la conservazione della natura. È quanto è successo alla centrale di Peach Bottom, in Pennsylvania (Stati Uniti nord-orientali), che ha ricevuto un premio dall'organizzazione ambientalista Wildlife Habitat Council (WHC) per la protezione degli animali e la difesa della biodiversità.

La centrale, gestita dalla società Exelon, ha due reattori ad acqua bollente in attività da 1140 MW ciascuno, mentre il primo è stato spento nel 1974. Lo staff della centrale ha predisposto aree protette dedicate a ricreare l'habitat dei pipistrelli e a ospitare un giardino per le farfalle. Ha inoltre installato sensori per il monitoraggio delle attività.

Il WHC è nato nel 1988 per portare le istanze ambientaliste all'attenzione del mondo industriale. In particolare si adopera per convincere le società proprietarie di grandi estensioni di terreno inutilizzate a dedicarne una parte alla protezione della natura.

La Exelon gestisce 10 centrali nucleari negli Strati Uniti, per un totale di 17 reattori. Fra queste, quella di Peach Bottom è la sesta centrale della Exelon a ricevere il riconoscimento, dopo quelle di Oyster Creek (New Jersey), Limerick (Pennsylvania), Quad Cities (Illinois) e Clinton (Illinois). Lo scopo della società è ottenere la certificazione ambientalista per tutte le proprie centrali nucleari. In tutte le 10 centrali sono già stati avviati programmi di conservazione della natura.

Da NuclearNews

mercoledì 12 gennaio 2011

"Il nucleare in America, tra fusione e formazione"

Due fra le più importanti società americane di energia elettrica, Duke Energy e Progress Energy, hanno deciso di fondersi, dando vita alla più grande società di tutti gli Stati Uniti nel settore dell'energia e in particolare del nucleare.

La fusione sarà perfezionata in tutti i dettagli entro la fine del 2011. La nuova società manterrà il nome di una delle due: si chiamerà Duke Energy. Agli azionisti della Duke andrà il 67%, mentre a quelli della Progress il restante 37%.

Il bacino di utenza della nuova società comprende 6 Stati (North Carolina, South Carolina, Florida, Indiana, Kentucky e Ohio), per un totale di oltre 7 milioni di abitazioni. In tutto la potenza sarà di 57.000 MW, il 20% dei quali provenienti da 12 reattori nucleari.

E sempre restando in America, leggo su Nuke Notes che il "New York Times" ha annunciato il "Nuclear Energy,” un corso interattivo di due settimane proprio sulla storia e le prospettive future della tecnologia nucleare. Il corso è tenuto da Matt Wald, un giornalista del Times che si occupa di energia da circa 30 anni. Il suo blog è una fonte di notizie utili e preziose per chi vuole approfondire l'argomento.

lunedì 30 agosto 2010

Più nucleare e meno carbone, per un futuro più pulito

La società energetica americana Tennessee Valley Authority (TVA) ha adottato un nuovo programma per il futuro, basato più sul nucleare e meno sul carbone, per migliorare la qualità dell'aria e garantire una migliore efficienza.

La TVA, quinta società degli Stati Uniti quanto a potenza installata, punta così a diventare entro il 2020 l'azienda leader a livello nazionale per quanto riguarda le energie a zero emissioni e a basso costo. «I nostri limiti nel campo dell'energia eolica e solare rendono il nucleare la nostra fonte privilegiata a basse emissioni», recita fra l'altro il documento approvato.

Fra le misure più incisive, la società ha deciso di chiudere, a partire dal 2011, nove vecchie centrali a carbone. Gli impianti saranno sostituiti da impianti a basse emissioni, fra cui i reattori nucleari, senza tagli al personale. Il budget per il 2011 prevede infatti forti stanziamenti per riprendere la costruzione di due reattori, interrotta negli anni Ottanta per la scarsa domanda di elettricità: 635 milioni di dollari (500 milioni di euro) per quello di Watts Bar (Tennessee) e 248 milioni di dollari (195 milioni di euro) per quello di Bellefonte (Alabama).

Il consiglio di amministrazione della società ha anche approvato il bilancio aziendale per sostenere il nuovo programma. «La nostra idea di guidare la nazione verso un futuro di energie pulite significa affidarsi di più al nucleare, continuare a migliorare la qualità dell'aria, dipendere meno dal carbone e potenziare il nostro interesse per l'efficienza energetica», ha dichiarato l'amministratore delegato Tom Kilgore.

Fonte: NuclearNews

martedì 20 luglio 2010

Le centrali americane a prova di sicurezza

Le centrali nucleari degli Stati Uniti sono sicure, a prova non solo di incidenti ma anche di eventuali attacchi terroristici. È la conclusione della Nuclear Regulatory Commission (NRC) sulla base di 179 ispezioni condotte nel 2009. Fra le ispezioni, 24 sono state condotte con la simulazione di un attacco da parte di un gruppo terroristico intenzionato a distruggere o danneggiare una componente essenziale dell'impianto.

In tutto la NRC ha riportato 180 segnalazioni, di cui 168 di «rilevanza molto bassa» e i restanti 12 di «rilevanza da bassa a moderata»: nessuna segnalazione è stata classificata di «rilevanza sostanziale» o «alta». In ogni caso, per ogni segnalazione la NRC ha chiesto alle società che gestiscono gli impianti di apportare le modifiche opportune.

Secondo il rapporto della NRC, i punti di forza della sicurezza sono gli ottimi risultati registrati nei settori dei controlli di accesso, delle autorizzazioni, dei sistemi di protezione, dal controllo dei materiali e della risposta ad azioni estemporanee.

Le ispezioni rientravano nel programma annuale della NRC per la sicurezza nucleare. «Valutare con regolarità la sicurezza delle centrali nucleari è un aspetto cruciale del ruolo della NRC nella protezione della salute pubblica. Questo rapporto dovrebbe rendere chiaro a tutti il forte impegno che mettiamo per assicurare la sicurezza della nostra industria nucleare», ha commentato il presidente della NRC Gregory Jaczko.

Fonte - Nuclear News

giovedì 15 luglio 2010

Usa, ondata di calore: centrali nucleari evitano i blackout

Se gli italiani stanno soffrendo il caldo, in America la situazione è ancora più pesante: nella prima settimana di luglio un'eccezionale ondata di calore con temperature record ha colpito la costa orientale degli Stati Uniti, la zona più densamente popolata del Paese.

Eventi estremi di questo tipo creano spesso le condizioni per possibili blackout e oscuramenti parziali, a causa del maggiore uso di aria condizionata nelle abitazioni e negli uffici.

In questo caso il rischio è stato scongiurato grazie alla grande dotazione americana di centrali nucleari: 104 reattori, che proprio in questi giorni, come ha fatto sapere il Nuclear Energy Institute (NEI), hanno retto all'emergenza con una prestazione all'altezza.

Fra il 4 e il 7 luglio, con due reattori fermi per manutenzione e rifornimento di combustibile, i 102 reattori disponibili hanno lavorato a tutta potenza: in media al 97% della capacità, con ben 85 reattori su 102 al 100% per tutta la settimana. A pieno regime, insomma: quello che nel caso dei combustibili fossili si definirebbe "a tutto gas", con la differenza che il nucleare non comporta un aumento delle emissioni di anidride carbonica. I dati sull'attività di ogni centrale per ogni giorno dell'anno si possono consultare sul sito della Nuclear Regulatory Commission (NRC).

«L'affidabilità degli impianti nucleari, non solo per l'economia nazionale, ma anche per la climatizzazione delle abitazioni e degli uffici in condizioni estreme, si è dimostrata decisiva per la tenuta della nostra rete elettrica», ha spiegato Alex Marion, vicepresidente del NEI per le operazioni nucleari.

I 104 reattori, dislocati in 31 dei 50 Stati, fanno degli Stati Uniti il primo Paese al mondo per la produzione di energia nucleare: la capacità complessiva di 100.755 MW è sufficiente per soddisfare il fabbisogno elettrico di 60 milioni di americani.

Da Nuclear News

venerdì 2 luglio 2010

Pop Atomic Studios

Un gruppo di artisti americani lavora per sostenere l'impiego civile dell'energia nucleare. Il loro obiettivo, come si legge sul sito (assolutamente da non perdere) è quello di creare nuove immagini e icone che invitano gli spettatori a esaminare meglio la prospettiva dell’energia nucleare come una soluzione alle questioni energetiche, ambientali ed economiche che stiamo affrontando.

Inoltre forniscono disegni e icone rappresentatni il nucleare pulito per conto di agenzie, studenti e individui che lavorano nel settore energetico. I loro disegni e manifesti sono molto intelligenti e fatti bene. Non solo, si impegnano anche a creano giochi e distribuiscono materiale informativo - educazionale per isnsegnare alle nuovissime generazioni come funziona il nucleare.

Per un futuro di energia pulita.
Il sito PopAtomic

giovedì 1 luglio 2010

Realizza a casa fusione nucleare

In America un informatico esperto di web ha realizzato una piccolissima centrale nucleare in casa, riproducendo da solo la fusione nucleare. Mark Suppes, che di mestiere sviluppa pagine web per Gucci, è appena diventato la 38esima persona a riuscire a creare una reazione nucleare.

L'esperimento è su piccolissima scala e l'energia prodotta è sufficiente appena a creare qualche bolla in un gel, senza nessun pericolo di esplosioni o di perdite di radioattività.

Da Huffingtonpost

giovedì 25 marzo 2010

Nuovo record degli americani filo-nucleari: ora sono il 62%

Gli americani sostengono con sempre più convinzione l’energia nucleare. La percentuale di cittadini favorevoli ha segnato un nuovo record, toccando il 62%. Fra questi, il 28% si sono detti “fortemente a favore”. Solo il 33% sono invece contrari. Sono i risultati di un sondaggio condotto dalla società di statistica Gallup.

Per quanto riguarda gli schieramenti politici, nonostante il forte slancio nucleare del presidente Obama, sono i repubblicani che, come da tradizione, si dichiarano più favorevoli: 74% contro il 51% dei democratici.

giovedì 4 marzo 2010

Il nucleare: la maggioranza degli americani è a favore

La maggioranza degli americani è a favore del piano di rilancio del nucleare del presidente Barack Obama: lo afferma un sondaggio del sito Angus Reid Global Monitor secondo cui il 48 per cento degli americani è favorevole alla costruzione di nuove centrali contro il 34 per cento di contrari. Secondo il sondaggio le spinte nucleariste sono più forti dalla parte dei Repubblicani, il 60 per cento dei quali si dichiara favorevole.

Anche secondo gli ultimi dati della Pew Research (centro di ricerca indipendente che sforna periodicamente indagini statistiche) si restringe il margine tra l’opinione pubblica contro e quella a favore della scelta del governo di promuovere un maggior uso dell’energia nucleare. 52% americani sostengono la linea del governo mentre il 41% è contrario.

martedì 2 marzo 2010

Video intervista a Obama


"L'energia nucleare ha il grande vantaggio di non produrre emissioni ad effetto serra. Chi ha cuore il cambiamento climatico deve riconoscere che paesi come Francia, Giappone sono stati aggressivi nelle loro politica nucleare e hanno ottenuto un grande successo. Al punto di sviluppare senza incidenti e danni un'ampia piattaforma nucleare,facendo attenzione a problemi di stoccaggio, della sicurezza e del combustibile usato. Questa è la strada da intraprendere se vogliamo affrontare seriamente il problema del cambiamento climatico."

By Barack Obama

mercoledì 17 febbraio 2010

La rinascita del nucleare

Sulla rubrica di Beppe Severgnini ho letto una lettera "Nucleare: perché in Italia guardiamo sempre al passato?", a firma di Diego M. Stendardo, che racchiude molte delle solite critiche che si oppongono allo sviluppo del nucleare.
Al sig.Stendardo è evidentemente sfuggita la notizia dell'appoggio pubblico accordato dal Presidente degli Stati Uniti, giusto ieri, alla costruzione di 2 nuove unità nucleari a Burke, in Georgia. Un atto non estemporaneo, ma assolutamente coerente con la strategia enunciata da Obama nel recente Discorso sullo stato dell'Unione : "… we need more production, more efficiency, more incentives, and that means building a new generation of safe, clean nuclear power plants in this country."

Una chiara presa di posizione, in un contesto - quello americano - nel quale il nucleare non solo è vivo (104 reattori in funzione) ma ha già ripreso slancio (altro che "moribondo") da tempo: sono già state presentate richieste di costruzione per 28 nuovi impianti! Forse non è il caso di soffermarsi sulle analisi del 1985… chi è che guarda al passato?

Anche sui dati relativi alle emissioni di CO2 converrebbe informarsi meglio: anche considerando - come è giusto fare! - l'intero ciclo di vita dell'impianto e non solo l'emissione netta durante il funzionamento, a una centrale nucleare si possono associare 10-15 grammi di anidride carbonica per ogni kWh prodotto, contro i 360 g/kWh del più efficiente ciclo combinato a gas!! Ogni tanto alle parole tipo "poco" o "moltissimo" bisognerebbe affiancare le cifre e confrontarle tra loro…

I problemi di siccità nel 2003 ci sono stati, vero, ma non mi pare che la Francia la Spagna o la Germania abbiano rinunciato ad usare i loro (nell'insieme) 84 (!!) reattori … la Francia produce il 76% della sua energia elettrica col nucleare, la "verde" Germania il 28% (e un altro 40% abbondante col carbone, per la cronaca).

Lo stoccaggio è un tema rilevante, ma le soluzioni ci sono e Paesi come sono la Finlandia – che ha già iniziato i lavori – la Svezia, la Svizzera le stanno mettendo in pratica.

In ultimo un commento sulle paure legate al terrorismo. Nel mondo sono già in funzione 436 reattori, e chissà quante centinaia di siti contenenti materiale fissile militare e non: i malintenzionati non hanno certo bisogno di aspettare altri 10 anni per procurarsi materiale radioattivo nelle future centrali italiane ...

martedì 16 febbraio 2010

Obama finanzia nuove centrali nucleari dopo trent'anni

Barack Obama rilancia il nucleare. Per difendere l'ambiente, combattere il cambiamento climatico e ridurre anche la dipendenza dal petrolio straniero, il presidente degli Stati Uniti, dopo più di trent'anni di stop, commissiona nuove centrali atomiche. Martedì 16 febbraio sarà annunciato lo stanziamento di oltre 8 miliardi di dollari, circa 6 miliardi di euro, per costruire due nuovi impianti termonucleari in Georgia, i primi sul suolo americano dal 1979, quando i progetti di sviluppo di centrali furono bloccati a seguito dell'incidente a Three Mile Island.

I soldi andranno alla Southern Company, una delle quattro compagnie elettriche che si divideranno il budget di 18 miliardi di dollari, circa 13 miliardi di euro, stabilito l'anno scorso per il settore nucleare. Gli impianti saranno ultimati tra il 2016 e il 2017. Già nel suo primo Discorso alla Nazione, lo scorso 27 gennaio, Obama parlò di una «nuova generazione di centrali nucleari sicure e pulite». Il ricorso all'atomo civile, nella strategia del presidente, si inserisce in una nuova politica energetica il cui pilastro è comunque la ricerca sulle fonti alternative.

I due reattori georgiani dovrebbero essere in grado di produrre energia sufficiente a soddisfare i bisogni di circa 1,4 milioni di persone. I cantieri dovrebbero creare circa 3mila nuovi posti di lavoro e, una volta costruito, l'impianto dovrebbe occupare stabilmente circa 850 persone.
Al momento negli Usa sono attivi 104 reattori sparsi in 31 stati che producono circa il 20% dell'energia elettrica utilizzata dal paese. Inoltre rappresentano il 70% delle fonti energetiche che non provocano emissioni atmosferiche inquinanti, assieme all'eolico, il solare e l'idroelettrico.

Fonte

mercoledì 10 febbraio 2010

Rinnovabili e nucleare: conoscere l'energia

La società energetica americana Public Service Energy Group (PSEG) ha inaugurato il 25 gennaio il nuovo Energy and Environmental Resource Center, un centro visitatori per favorire l’informazione sull’energia, l’ambiente e le soluzioni contro i cambiamenti climatici. I temi principali presenti sono infatti l’energia nucleare, le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica.

Il centro, che sorge nei pressi della centrale nucleare di Salem (nel New Jersey, sulla costa Est degli Stati Uniti), consiste in un piccolo museo della scienza con modelli “hands on”, che cioè i visitatori possono letteralmente toccare con mano e con cui interagire, per esempio spingendo pulsanti e osservando gli effetti delle proprie azioni.

Fra le dotazioni del centro spicca la riproduzione di una struttura di contenimento in cui i visitatori possono scoprire il funzionamento di un reattore nucleare, le dotazioni di sicurezza e la gestione del combustibile usato. Sono a disposizione del pubblico inoltre un’aula informatica, un laboratorio e un display in tempo reale sulla produzione di energia.

«Il nuovo centro mostra l’importanza dell’energia nucleare ma anche il ruolo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica. Ci auguriamo che in questo modo il pubblico impari di più su questi temi e si renda conto di come ognuno di noi gioca un ruolo importante nella protezione dell’ambiente», ha commentato Ralph Izzo, amministratore delegato della PSEG.

«Apprezzo molto la realizzazione di questo centro da parte della PSEG, che non solo informa sul riscaldamento globale, ma mostra anche le soluzioni energetiche, come il nucleare e le fonti rinnovabili, che il nostro Paese può perseguire per un futuro energetico pulito», ha dichiarato il senatore Tom Carper, presidente del sottocomitato del Senato per la qualità dell’aria e la sicurezza nucleare. Carper ha poi aggiunto: «Sono convinto che centri come questo funzionano come scintille per accendere l’ingegno degli americani – la più grande fonte di energia della nazione».

venerdì 29 gennaio 2010

Barack Obama guarda al futuro

È piaciuto al 83% degli americani il discorso di Obama, a circa un anno dalla sua elezione. Ha parlato della crisi occupazionale e di come risolverla e ha menzionato la parola “posti di lavoro” per ben 29 volte. Altri temi caldi: le banche, la finanza, la riforma del sistema sanitario, energia pulita e centrali nucleari.
"US President Barack Obama placed nuclear power among the favoured sources of clean energy he said would keep America at the head of the global economy."

Obama ha poi spiegato che l’America deve riuscire a raddoppiare le sue esportazioni perché questo significa incrementare i posti di lavoro. Inoltre, si dovrebbe aggredire il mercato per ritagliarsi spazi nuovi nell’economia globale e per farlo c’è bisogno di una sola cosa: educazione. Una frase a effetto riuscita: “The best anti poverty program around is a world class education”

USA: Clean energy

venerdì 22 gennaio 2010

Perché gli Stati Uniti rischiano di perdere la leadership

I recenti successi dell’industria nucleare sudcoreana, e i grandi progetti di sviluppo della Cina,
dell’India e dei Paesi arabi, rischiano di far perdere agli Stati Uniti la leadership mondiale del nucleare, a vantaggio dell’Asia. L’"allarme" è stato lanciato da Richard C. Hill, ex professore di ingegneria all’Università del Maine, con un articolo pubblicato sul quotidiano Bangor Daily News. Hill nota che gli Emirati Arabi Uniti, nonostante siano il terzo esportatore di petrolio al mondo, hanno lanciato un gigantesco programma nucleare affidandolo alla Corea del Sud, la quale, a sua volta, sta negoziando altri contratti con l’India, la Giordania e la Turchia. I Paesi occidentali, a partire da Stati Uniti e Francia, i capofila del nucleare, stanno a guardare.
Hill cita il segretario dell’energia degli Stati Uniti, Steven Chu, secondo cui il sistema di ricerca e sviluppo americano è ancora il migliore del mondo, e che può guidare la nuova rivoluzione industriale globale verso le energie pulite. «Ma – si chiede Hill – di cosa sta parlando Chu? Delle energie rinnovabili o del nucleare?». Un enorme vantaggio del nucleare rispetto al solare e all’eolico è che le centrali si possono costruire vicino ai centri che ne hanno bisogno, e non in zone necessariamente soleggiate o ventose: si possono evitare così spaventose reti di cavi ad alta tensione.
Secondo Hill, molti potenziali investitori nel nucleare sono intimoriti dai troppi vincoli posti dalle normative rispetto ai concorrenti asiatici. A Chu l’onere di rilanciare gli Stati Uniti e l’Occidente sul mercato del nucleare

venerdì 27 novembre 2009

Magnate americano del carbone: “vincerà il nucleare”

“Il nucleare trionferà sulle centrali a combustibili fossili”: a dirlo stavolta non è un ambientalista o un costruttore di reattori, ma Jim Rogers, numero uno della Duke Energy, azienda americana terza nella produzione di energia – e anche come emissioni di anidride carbonica.

In un’intervista rilasciata il 18 novembre al Council on Foreign Relations, Rogers spiega che “il nucleare vincerà perché produce zero emissioni di gas serra, funziona per 24 ore al giorno per 7 giorni a settimana e, cosa forse più importante di tutte, crea più posti di lavoro anche rispetto all’energia solare o eolica”.

“In una centrale nucleare”, chiarisce Rogers, “ci sono 0,64 posti di lavoro per Megawatt prodotto. In una centrale eolica solo 0,3 e in una solare 0,1: se vogliamo ricostruire la classe media, il nucleare ha un ruolo chiave”. Anche perché per gli Stati Uniti non si tratta solo di posti di lavoro, ma di una posizione dominante nel settore: “Siamo stati noi i pionieri dell’energia nucleare. Noi abbiamo sviluppato le tecnologie. La gente dimentica che il 20% della nostra elettricità viene dal nucleare, e che produciamo almeno il doppio di energia elettronucleare di qualsiasi altro Paese al mondo. Non dobbiamo lasciare il primato dell’innovazione a Paesi come la Cina o la Francia”.

Secondo Rogers il rinascimento nucleare ha una dimensione globale: “L’Inghilterra sta costruendo dieci nuove centrali; la Cina tredici, più altre dieci in progettazione. L’India sta costruendo nuovi reattori, e anche in Medio Oriente iniziano a guardare al nucleare. I tedeschi hanno cambiato idea e mantengono aperte le loro centrali”.

Per quanto riguarda le centrali a combustibili fossili, Rogers si dichiara a favore di quote di emissioni, ma chiede meccanismi più flessibili.

Per saperne di più Online.wsj.com