Negli ultimi tempi protestare contro il nucleare sembra quasi una moda. Oggi leggevo che il Kyoto Club, no profit impegnata nella lotta al cambiamento climatico, si fa promotore dell'ennesima protesta contro l'atomo. E mi meraviglio come a "scendere in piazza" sia proprio un'associazione molto sensibile alla questione del cambiamento climatico. Ossia, tu che parli di prevenire il cambiamento climatico perchè bocci a priori una delle poche soluzioni possibili? Vabbè, ma questa è solo una delle tante contraddizioni in cui cadono gli "ambientalisti anti nucleare."
Tralasciando il discorso economico, su cui ho scritto più volte, sottolineando come puntare sulle rinnovabili non sia stato proprio un “affare” per l’Italia, volevo far notare un’altra cosa.
Come già è successo altre volte, anche in questo caso queste risorse energetiche sono considerate un’alternativa al nucleare e non come un’opzione da affiancare all'atomo, altrettanto “pulito” , viste le bassissime emissioni di CO2. Tutta l’Europa, così come il nostro Paese, si sta orientando verso il mix energetico, in cui nucleare e fonti “alternative” avranno un ruolo importantissimo. Le rinnovabili, da sole, non possono sopperire al nostro deficit energetico. Innanzitutto perché non sono applicabili su larga scala, ma anche perché non possono garantire per loro natura quella continuità necessaria ad alimentare un intero Paese.
A questo proposito qualche tempo fa ho letto un post, che riprendeva uno studio del Laboratoire des Sciences du Climat et de l’Environnement :la ricerca afferma che, nel periodo dal 1979 al 2008, la velocità del vento di superficie è diminuita del 5-15% in quasi tutto l’emisfero Nord, in particolare in Europa e Asia. Rallentamento probabilmente legato a un aumento della biomassa negli ultimi 30 anni.
Cosa significa tutto questo? Molti potrebbero dire che quella eolica non è l’unica rinnovabile a disposizione o contestare l’attendibilità della ricerca. Può anche essere così, ma, a mio avviso, è un segnale che non va sottovalutato. Non dico che l'eolico fra qualche anno non funzinerà, per carità! Io sono a favore di un investimento sulle rinnovabili. Dico solo che l’eolico, come le altre fonti “alternative”, non basta oggi a soddisfare il nostro fabbisogno energetico, ancora di più se un giorno si dovesse esaurire.
Mi chiedo allora: non sarebbe più costruttivo aprire finalmente le porte anche al nucleare ?
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martedì 7 dicembre 2010
giovedì 19 novembre 2009
Tu da che parte stai?
Un commento anonimo mi chiede se sono "di parte", perchè non condivido le iniziative di Grillo.E allora a proposito del stare o non stare dalla parte di qualcuno, o di qualche idea, o ideologia, riporto l'estratto di questo post. Per chi ha tempo, merita di essere letto per intero:
"...Potrei andare avanti a lungo sugli esempi di negazionismo e revisionismo associati ai soli problemi energetici e ambientali: sembra che il revisionismo sia il grande sport del ventesimo e ventunesimo secolo applicato a molti aspetti della vita civile. Direi della vita “incivile” perché il progresso richiederebbe una grande operazione di ricerca della vera-verità anche nel campo scientifico e tecnologico e la fine del chiacchiericcio che esplode intorno ad ogni nuovo o vecchio aspetto, amplificato dai giornali, dalle televisioni e da Internet spesso disposti a credere chiunque sia in cerca di qualche visibilità con idee anche strampalate.
Io da che parte sto?
Stiamo vivendo in un’epoca in cui, come diceva Mao, al buio tutti i gatti sono grigi. Ci deve essere allora qualche guida che aiuta a districarsi nella selva di semi-verità e di semi-menzogne. Purtroppo la risposta non va cercata nei computers, nelle riviste o nei trattati, ma nella propria testa, nello sforzo di conoscenza e di approfondimento diretto dei fatti, nella verifica delle notizie alla luce dei valori che ciascuno porta nel proprio cuore..."
Scritto da Giorgio Nebbia su Rinnovabili.it
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