
Leggevo in rete un’intervista del giornalista Paolo Attivissimo a Stefano Montanari, ricercatore modenese, autore di uno studio diffuso qualche anno fa da Beppe Grillo. Il comico genovese, si sa, è diventato celebre proprio grazie all’“irruenza” dei suoi interventi e alle sue inchieste. Non sempre, c’è da aggiungere, basate su presupposti completamente verificabili. Come in questo caso: la ricerca affermava che, all’interno di alcuni prodotti alimentari, erano state trovate particelle di metalli pesanti, altamente cancerogene, provenienti dal fumo dei termovalorizzatori. Lo studio era accompagnato anche da una lista dei prodotti “incriminati” e delle relative marche.
Ebbene, dall’intervista si comprende chiaramente come Grillo abbia ignorato o presentato in maniera distorta alcuni aspetti dello studio, tutt’altro che secondari. Una prima osservazione riguarda la metodologia della ricerca: sono stati analizzati singoli lotti di prodotti diversi, senza considerare più quantità dello stesso prodotto. Ora, pur non essendo un esperto di studi scientifici, mi sembra un po’ difficile arrivare a delle conclusioni generali sulla base di un singolo campione esaminato.
Nel diffondere la ricerca, poi, Grillo ha dato alcune informazioni, prontamente smentite da Montanari: innanzitutto i due ricercatori non hanno mai segnalato nessuna azienda, ma solo denunciato la presenza di prodotti “inquinati”, così c'è mai stata nessuna lettera indirizzata alle ditte interessate, al contrario di quanto detto dal comico.Lo studioso ha, inoltre, precisato che queste polveri non arrivano solo dai termovalorizzatori, ma anche da traffico, cementifici, fonderie, mentre Grillo aveva utilizzato la ricerca a sostegno della sua battaglia contro gli inceneritori.
Insomma, il comico è stato senz’altro utile per informare sull’esistenza dello studio, ma poi tante notizie non sono state diffuse nel modo più corretto e “scientifico” possibile. A spiegarlo è lo stesso Montanari: “Allora guardi, per noi Beppe Grillo è stato essenziale, perché io ero assolutamente sconosciuto, ma questo non aveva nessuna importanza, il problema è che era sconosciuto il problema, cioè nessuno sapeva che noi facevamo queste ricerche… Quindi Beppe Grillo per noi è stato essenziale, nel senso che ci ha fatto conoscere, poi diciamo che, se qualcuno da Beppe Grillo si aspetta delle informazioni scientifiche, beh, forse ha sbagliato fonte: Beppe Grillo è un comico che riempie i palasport però, ecco, al limite può suscitare l'interesse, però poi chi è veramente interessato bisogna che si rivolga ad altre fonti, perché Beppe Grillo non può essere una fonte di informazione scientifica, non può avere le caratteristiche di questo, però diciamo che per noi è stato molto utile, perché ci ha fatto conoscere. Poi l'informazione è uscita come è uscita, però, insomma adesso cerchiamo di mettere una pezza alle informazioni distorte”.
Sarebbe opportuno, insomma, che i fan di Beppe Grillo andassero a verificare le sue notizie, prima di gridare allo “scandalo”. Soprattutto quando si parla di questioni “delicate”, che si tratti di termovalorizzatori così come di nucleare, tema di cui il comico ha ripreso a parlare di recente.